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Le mie strenne 2021

Attilio, Filarello, Lapis

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La consueta grazia ed eleganza di Attilio ci regala una storia natalizia per i più piccoli: il cane Bob e il ragno Filarello sono diventati amici e quando la stella dell’albero di Natale si rompe sarà magnificamente sostituita da una tessuta dal ragnetto.

Dai 2 anni

Taro Miura, Il guanto di Babbo Natale, Fatatrac

Il guanto di Babbo Natale. Ediz. a colori - Taro Miura - copertina
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Piccolo albo natalizio, con una storia essenziale che riscalda il cuore.

Deliziose le illustrazioni di Taro Miura, illustratore giapponese in catalogo Fatatrac.

Dai 2 anni

Jon Agee, Viaggio su Marte, Il Castoro

Ogni nuovo albo di Agee è una garanzia di originalità e divertimento.

Un piccolo astronauta parte con un regalo per cercare la vita su Marte: noi seguiamo la sua passeggiata sul pianeta rosso scoprendo tracce di vita alle sue spalle di tavola in tavola: lui invece tornerà a casa convinto che non ci sia nessuno, ma…il pacchetto del regalo è aperto e…vuoto! Dai 3 anni

Clement C. Moore, Era la notte prima di Natale, Pulce Edizoni

Una chicca vintage per questo Natale subito andata in ristampa.

Nel 1823 il dottor Moore, studioso di letteratura greca pubblica questa poesia in cui Babbo Natale è chiamato Saint Nicholas (in omaggio a San Nicola di Myra protettore dei bambini e portatore di doni per essi), compaiono per la prima volta le renne con i loro nomi e il narratore della magica visione è un papà e non un bambino.

Una suggestione che dura da quasi duecento anni. Dai 2 anni.

Arnold Lobel, Favole, Babalibri

Arnold Lober è un autore prezioso.

Finalmente le favole hanno una morale originale!

Favole spiazzanti e divertenti. Dai 6 anni

A. Bergman/E. Adbage, La Ester più Ester del mondo, Beisler

La Ester più Ester del mondo - Anton Bergman - copertina

Una storia tra due bambine con una vita diversa. L’amicizia come sentimento che avvicina e ci rende migliori. Ci si commuove e si ride. Sempre interessanti le scelte di questa casa editrice. Dagli 8 anni.

Anna Woltz, Alaska, Beisler

Alaska - Anna Woltz - copertina

Dopo Tess e la settimana più folle della mia vita, questa autrice si riconferma capace di indagare e raccontare la prima adolescenza con freschezza e lucidità.

Un ragazzo ed una ragazza finiscono per essere improvvisamente nudi a confronto.

Saltate le convenzioni che proteggono, cresceranno. Dagli 11 anni

Jonathan Stroud, La leggenda di Scarlett & Browne, Mondadori

La leggenda di Scarlett e Brown

Un bel libro d’avventura. Due protagonisti interessanti. Un’ambientazione affascinante.

Scarlett McCain, ragazza tosta e Albert Browne ragazzo misterioso si incontrano per caso in un’Inghilterra post-apocalittica e niente sarà come prima. Dai 12 anni

Jérémie Decalf. La notte è piena di promesse, Terre di Mezzo

Tecnicamente è il viaggio della sonda Voyager 2 ai confini del sistema solare.

Ma in verità questo albo è molto di più. L’incanto del viaggio e della scoperta che corrisponde al bisogno umano di sapere cosa c’è oltre noi.

Un racconto che restituisce l’impegno, la conoscenza e il mistero da scoprire con tavole piene di suggestione. Dai 5 ai 99 anni

Livia Rocchi/ Elisa Macellari, Cavalieri dei fiori, Camelozampa

Un approccio originale rende questo libro davvero interessante: la storia botanica si salda con miti, leggende, personaggi storici, simboli, ed ecologia.

Un bombardamento di semi diversi per raccontarci da dove veniamo e nutrire la cura del nostro futuro. Dai 6 anni

E ANCORA:

Chris Riddell, Le avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie, Il Castoro 6-99 anni

C. Barr/J. Desmond, Quattordici lupi, Editoriale Scienza dagli 8 anni

Clotilde Perrin, Nella valigia, Franco Cosimo Panini Ragazzi dai 3 anni

M. ten Berge/J. Goossens, Nord, Clichy Edizioni dai 6 anni

Gilles Bachelet, Una vacanza da unicorni, Terre di Mezzo dai 5 anni

Coralie Bickford-Smith, Il Lombrico e lo Storno, Salani 6-99 anni

James Davies, Miti, mostri e caos nell’Antica Grecia, Giunti dagli 8 anni

R.Piercey/F. Hartas, Com’è bello il bosco oggi, E. Elle dai 4 anni

L’avventuriero Ignoto, Viaggio all’ultimo fiume, L’Ippocampo dagli 8 anni

E. Hawkings/R. Fresson, La montagna ghiacciata, L’Ippocampo dagli 8 anni

G. Duprat/O. Charbonnel, Il libro dei tempi, L’Ippocampo dagli 8 anni

Bernadette Gervais, Cose così cose cosà, L’Ippocampo dai 3 anni

T. Tuner/A. Donkin, La storia del mondo in 25 città, Nord-Sud dagli 8 anni

In evidenza
Pubblicato in: dai 3 anni, natale

Eric Carle, Il sogno di neve, La Margherita

Un sogno di neve. Ediz. a colori - Eric Carle - copertina

Ho aspettato tanto la riedizione di questa storia.

Finalmente La Margherita edizioni lo ha dotato di nuova vita per i bambini e le bambine che leggono in lingua italiana.

Acquistai nel 2001 la splendida edizione de Il castoro, mai ristampata, e l’ho letto a molte piccole generazioni, oltre che alle mie figlie, con il medesimo effetto: l’incanto.

Una storia semplice nel senso di essenziale come solo Eric Carle sapeva scrivere ed illustrare.

Quasi Natale, ma ancora non nevica.

Un signore con la barba bianca vive in una fattoria con cinque animali. Vicino alla loro stalla c’è un albero.

Un sogno di neve | Splendida e delicata fiaba natalizia di Eric Carle

Il vecchio signore si prende cura di tutto questo e alla sera, stanco, dopo un pasto frugale, si addormenta in poltrona e sogna le neve. Una neve che ricopre gli animali, uno ad uno.

Dream Snow - Off the Shelf

Quando si sveglia si accorge che ha nevicato davvero, il cielo si è fatto limpido ed è ora di…di fare ciò che deve una volta l’anno.

Si veste di rosso, prende un sacco in spalla, addobba l’albero, vi lascia sotto regali per il suoi animali e parte al suono di campanelli.

Babbo Natale non viene mai nominato eppure noi capiamo che questo vecchio contadino, è lui.

☃聖誕繪本☃ DREAM SNOW by Eric Carle @ Zaria Chiou :: 痞客邦::

Il silenzio ritma questa storia ed è un silenzio rigenerante: una pausa che il Natale suggerisce e che a fatica concediamo a noi e ai bambini.

Per questo la amo, perché attiva “quel posticino del nostro cuore”, diceva Rilke, che è il Natale.

La storia si ripete all’infinito e non perde l’incanto riportando tutto all’essenziale inteso come importante:

“possedeva solo pochi animali”, “alla sera beveva una tazza di tè alla menta bollente e mangiava una fetta di pane e miele”, qualche palla di Natale e l’albero è addobbato, niente renne e niente nomi altisonanti per gli animali ma “Uno, Due, Tre, Quattro e Cinque”.

20 Magical Children's Christmas Books To Read Aloud

Un contenuto che sposa perfettamente la tecnica in cui Carle era un maestro: il collage.

Grazie Eric per questa storia. Rimane sospesa nel silenzio dopo ogni lettura.

#lamargheritaedizioni

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Le mie strenne Natale 2020

       

-Leslie Patricelli, Fa la la, Franco Cosimo Panini, da 1 anno.

Fa La La — Libro di Leslie Patricelli

Natale per i piccolissimi.

-Emma Dodd, Un Natale d’amore, L’Ippocampo dai 2 anni

Natale con papà.

-Jan Jutte, La tigre, Lemniscaat dai 5 anni

Le tigri quando arrivano è un gran festa.

-Cristina Bellemo-ill. Simona Mulazzani, Amelia, Il Castoro dai 4

Amelia - Editrice Il Castoro

Curiosità e coraggio con parole bellissime.

-Tony Blundell, Attenti alle ragazze!, Il Barbagianni dai 4

Finalmente torna la ragazza che sfinisce il lupo!

-Robert Barry, L’albero di Natale del Signor Vitale, Marameo

Dal 1963 una chicca di storia.

-Eduarda Lima, La protesta, Franco Cosimo Panini

Gli animali gridano in silenzio. Basta!

-Sophie Blackall, Se vieni sulla terra, Il castoro

Un inno al pianeta che amiamo, agli esseri umani che siamo.

-Benji Davies, Fiocco di neve, Giralangolo

Facciamo con quel che abbiamo, che non è poco.

-Wilfrid Lupano-Mayana Itoiz, Il lupo in mutanda, Logos dai 6

Alla fine, tolti i pregiudizi, cosa resta del lupo?

-Lena Sjoberg, Luci nella notte, Camelozampa dai 7 anni

Un giro di notte va fatto. Con questo libro.

-Soledad Romero Marino, Infinito. I magici cicli dell’universo, Lapis dai 6 anni

Finalmente un libro proprio così. Chiaro e suggestivo.

-Chiara Carminati-Tappari, Occhio ladro, Lapis dai 6 anni

Per ogni foto uno sguardo. Per ogni sguardo una storia.

-Alice Harman, Esplora l’arte moderna, L’Ippocampo dai 7

L’idea dietro l’arte.

-Ulf Stark, Piccolo libro sull’amore, Iperborea dagli 8

Stringere i denti e amare. Che altro?

-Ben Rothery, Pianeta nascosto, Rizzoli dagli 8 anni

Le specie animali magnificamente illustrate

-Héléne Druvert- Juliette Heinhorn, Il cielo, L’Ippocampo dagli 8

-Emma Giuliani-Carole Saturno, Grecomania, Franco Cosimo Panini dagli 8

La Druvert e la Giuliani continuano a fare meraviglie con la carta.

-Aina Bestard, Paesaggi perduti della Terra, L’Ippocampo dagli 8

Il passato del nostro pianeta come non l’abbiamo mai visto.

-Anna Woltz, Tess e la settimana più folle della mia vita, Beisler dai 10

Un inno alla vita.

-Paul Biegel, I giardini di Arid, La Nuova Frontiera dai 12

I classici non lo sono per caso.

-Quint Buchholz, C’è un tempo per ogni cosa, Beisler

Vivere. La Bibbia parla e Buchholz fa il resto.

-Emily Winfred Martin, Immagina, Terre di Mezzo

La raffinatezza qui è sostanza.

-Bernard Friot- Jungho Lee, Promenade, Lapis

Due Maestri rendono omaggio alla bellezza della lettura.

Pubblicato in: famiglia, identità, mare, memoria, narrativa 11-14 anni

Lauren Wolk, Al di là del mare, Salani

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1925, Isole Elizabeth al largo del Massachusetts.

Crow, una ragazzina di dodici anni, comincia a raccontare la sua storia.

Arrivò neonata sull’isola in cui vive, a bordo di una vecchia barca trascinata a riva dalla corrente.

Un uomo, che lei chiama Osh la prese e la tenne con sé.

Osh aveva tagliato i ponti col suo passato e Crow diventò la sua nuova e pura ragione di vita.

Così, lasciando tutto quello che odiavo, dissi addio anche a tutto quello che amavo”

Osh, dipinge e pesca, non parla mai del Paese che si è lasciato alle spalle, gli interessa solo il presente con Crow.

Con loro c’è anche Mouse,  gatta gentile.

E la Signorina Maggie che vive a Cuttyhunk, l’isola collegata alla loro dalla  bassa marea, dove c’è un piccolo villaggio.

Anche lei proviene da un altro posto, che ha lasciato, dopo aver perso tutto.

Maggie è una donna coraggiosa e sensibile, ha una casetta con orto e animali, prepara il pane e la minestra più buoni ed è l’unica, a parte Osh, che viene ad occuparsi di Crow. Nessuno al villaggio tocca Crow o le viene vicino. A scuola ne scoraggiano la frequenza. Perché?

La naturale curiosità di Crow si cementa con il bisogno di sapere chi è, da dove viene.

Crow, chiamata così da Osh per via del suo piangere gracchiante quand’era neonata, ha una piccola voglia a forma di piuma sulla guancia, pelle, capelli e occhi scuri, diversamente dagli abitanti delle Isole. Perché?

Quando Crow scopre che la barca con cui era arrivata proveniva da un’ isola antistante: Pekinese, capisce che il mistero della sua vita è lì.

Pekinese Island
Pekinese Island

Su Pekinese infatti era stato costruito un lebbrosario che accoglieva malati di vari Paesi.

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Malati al lebbrosario di Pekinese

 

 

Convince Osh e Maggie a portarcela e gli indizi del suo passato cominciano a dipanarsi sotto i suoi occhi anche grazie alla sua vivace intelligenza.

Scoprirà di essere il frutto dell’amore di due persone gravemente ammalate che hanno voluto per lei un destino diverso da quello riservato al primogenito, tolto loro e messo in orfanotrofio sulla terraferma e così condannato ad un destino di isolamento ed infelicità.

Perché la lebbra è una malattia che colpisce ferocemente il corpo e la mente e crea una distanza dettata dalla paura del contagio. Anche se non l’hai contratta.

Ma il libro non è solo la scoperta delle origini di Crow

Osh rivela a Crow le tessere mancanti del puzzle forzandosi. La paura di perderla, di non essere più la sua famiglia lo angoscia profondamente. Ma Crow non confonde l’amore per chi l’ha messa al mondo cercando di procurarle una vita migliore, con l’amore di chi l’ha cresciuta: c’è spazio per entrambe nel suo cuore.

Alla vicenda più intima l’Autrice ne lega un’altra che si gioca su un registro più avventuroso e di tensione.

Le acque al largo di Cuttyhunk erano così turbolente da essere dette il Camposanto: molte navi vi naufragavano e con esse i loro carichi più o meno preziosi.

Ed era quasi certo che nelle Isole Elizabeth, il Capitano Kidd, il famoso pirata, seppellisse il suo bottino.

Questi due fatti portavano molta gente sulle isole a scavare, convinti di poter avere fortuna.

E un uomo James Kendall che prima si spaccerà per guardiano di Pekinese  (divenuta oramai riserva naturale), dopo aver sequestrato quello vero, si metterà poi sulle tracce di Crow, Osh e Maggie, avendo capito che la ragazza ha trovato il tesoro nascosto dalla madre sull’isola per lei e suo fratello.

Un uomo senza scrupoli che finirà come merita  non prima però di aver sparso terrore e violenza.

Ancora una volta sarà Crow, incredibile ragazzina, a salvare la situazione con coraggio e abilità.

Le vicende narrate, permettono ai personaggi di venir fuori con tutta la loro potenza. Persino quelle di chi non vive più o compare poco. Tutti hanno un ruolo importante nel permettere ai protagonisti di capire cosa vogliono e cosa sono diventati.

È un peccato la traduzione del titolo originale Beyond the Bright Sea in Al di là del mare. Perde un riferimento importante che è tra i più commoventi del libro.

Susanna la madre biologica di Crow, quando nasce, la affida al mare infilando tra le fasce che la infagottano, una lettera e un anello per ricordare alla bambina chi è e da dove viene.

Quando Osh decide di mostrare tutto a Crow, la lettera, dopo la traversata in mare, è giunta rovinata: si leggono parole interrotte ma fondamentali che permetteranno a Crow di ricostruire, passo dopo passo, la sua storia.

       se potessi

per ora

               spero che tu

mare lucente

                                       migliore

agnelli                           piccola piuma

         ho lasciato una cosa

                                giorno possa aiutare

Il libro si dipana nel colmare quei vuoti e mare lucente verrà spesso in mente alla protagonista.

E in quel messaggio ci sono i temi del libro: l’amore per chi ami e di cui ti prendi cura e la paura.

Susanna che desidera un destino migliore per la figlia immaginando quanto sarebbe destinata a soffrire a causa della sua provenienza.

Osh che diventa padre nel momento in cui raccoglie Crow dal mare.

Crow che si preoccupa e si occupa di un fratello che ancora non conosce.

Maggie che sceglie una famiglia a dispetto di tutte le difficoltà, facendolo sembrare facile.

L’infermiera Evelyn Morgan che nel lebbrosario di Pekinese, si prendeva cura dei genitori di Crow, ed era diventata così importante per Susanna da dare alla figlia, lo stesso nome dell’amica: Morgan che in celtico significa  appunto mare lucente.

L’affetto e la cura di Crow per un marinaio naufragato che crede suo fratello Jason, il fratello spedito in orfanotrofio dopo la nascita a Pekinese.

Pekinese esiste, è davvero un’isola che ha ospitato il lebbrosario di cui si parla nel libro dal 1905 al 1921, finché non venne chiuso per essere trasferito a Carville in Louisiana.

leper-colony-newspaper Pekinese isola della lebbra
Giornale dell’epoca

Il lebbrosario, le casette dei malati e il cimitero erano posti nel lato non a vista dell’isola, per nasconderle al resto del mondo ed era vietato per i malati accedere al lato che dava su Cuttyhunk.

Lebbrosario Pekinese
Rara cartolina dell’epoca

Questa separazione acuiva la crudeltà della malattia.

Gli abitanti delle altre isole dell’arcipelago erano così terrorizzati dai malati di Pekinese che le tate spaventavano i bambini disobbedienti dicendo loro che i lebbrosi sarebbero “venuti a prenderli” se non si fossero comportati bene.

lebbrosi a Pekinese
Vita a Pekinese Island

In quel periodo nacque davvero un bambino che fu tolto alla madre, Isabella Barros capoverdiana, e mandato sul continente.

Tutto il libro è pervaso dal rifiuto e dalla paura anche irragionevole e persistente dopo anni dai fatti.

Gli abitanti di Cuttyhunk non toccano e interagiscono il meno possibile con Crow anche se non ha nessun sintomo della malattia.

E possiamo immaginare cosa sarà stato per i malati veri e propri se pensiamo che la stessa sorte era toccata nel libro all’infermiera Evelyn una volta tornata sulla terraferma, pur sana come un pesce.

Dopo la chiusura del lebbrosario l’isola divenne riserva ornitologica e in seguito gli edifici legati alla malattia furono fatti saltare con la dinamite.

lebbrosario a Pekinese Al di là del mare
I resti del lebbrosario di Pekinese dopo la dinamite

In seguito fu costruita una scuola per ragazzi problematici che chiuse dopo trentotto anni.

Ora ospita una comunità di recupero per giovani con problema di tossicodipendenza.

Ancora oggi fioriscono sul lato nascosto dell’isola, narcisi e iris, i fiori coltivati dai malati durante quegli anni.

fiori a Pekinese Island
Gigli e narcisi a Pekinese Island

Crow-Morgan troverà il tesoro trovato sull’isola dai suoi genitori e risepolto affinché un giorno lei e suo fratello Jason possano usufruirne, nell’unico posto dove, stupidamente, i cercatori di tesori e il pessimo James Kendall non avrebbero cercato, vittime ancora una volta di pregiudizi e paure: il cimitero dei lebbrosi.

cimitero lebbrosi a Pekinese Al di là del mare
Cimitero del lebbrosario a Pekinese Island

Lebbrosi sepolti al cimitero di Pekinese lapide
I defunti al cimitero del lebbrosario di Pekinese

Crow deciderà cosa farne con equilibrio e generosità provocando in Osh una delle più belle dichiarazioni di amor filiale:

Ti guardo perché, se avessi potuto creare un essere umano, l’avrei creato esattamente così. Tale e quale.”

È sempre Osh a dire le cose più belle. Come quando Crow è affranta dal non sapere se riuscirà a ritrovare il fratello:

“Non lo capisci Crow?” disse con una voce così triste, così tenera, che mi fece mancare il respiro “Quella che vale la pena di trovare sei tu”.

Il mare è un altro protagonista indiscutibile del libro.

L’Autrice è una donna di mare e si sente.

Ama la gente di mare e ne conosce le leggi.

“…uno dei soccoritori era il signor Cunning, di mestiere velaio ma soccoritore e nient’altro, come tutti quanti quando una nave naufragava in queste acque.”

Un libro magnifico.

 

 

Approdo dei lebbrosi a Pekinese Island
Approdo per il lebbrosario di Pekinese, lato nascosto dell’isola.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato in: albi illustrati, dai 3 anni, genitori-figli, natura, Pulce Edizioni

Bob Graham, Come il sole arrivò da Coco, Pulce

Come il sole arrivò da Coco

Quando lessi “Bottoni d’argento” di Bob Graham fui colpita dalla sua grazia e dalla struttura narrativa incentrata sulla contemporaneità dei fatti.

Bottoni d'argento

Nello stesso momento in cui un bambino piccolo, Leo, compie il suo primo passo davanti alla sorella Giulia, impegnata a disegnare un anatra in soggiorno, in ogni parte della città succede qualcosa di diverso.

Bottoni d'argento Leo e Giulia in soggiorno

Ad iniziare dalla mamma in cucina che suona il flauto. Ad un piccione che fa il nido sul tetto di casa e una piuma vola giù. La visuale si apre via via su spazi della città più lontani, marciapiedi, giardini pubblici, ospedale, spiaggia, uffici, il mare antistante la città.

Bottoni d'argento parto in ospedale

Bottoni d'argento Jogging con passeggino

Bottoni d'argento giaedini pubblici

Per poi tornare da dove si era partiti, a quel momento così speciale in cui un bambino piccolo si alza su se stesso e cammina per la prima volta: Giulia chiama la mamma a vedere, e il sole, anzi “il sole dell’intera città”, si riversa nella stanza.

Bottoni d'argento Mamma abbraccia Leo

 

La grazia dell’autore è nel mostrarci, mentre sposta il suo sguardo, un’umanità dolce ma non edulcorata. Ecco il soldato in partenza che saluta la madre o l’anziana senzatetto che trascina un carrello pieno delle sue cose. O un bambino che mentre cammina, evita le fessure sul marciapiede per non essere catturato dagli squali.

Uno sguardo tenero per ciascuno.

Bottoni d'argento soldato in partenza      Bottoni d'argento barbona

Tutti questi elementi li ho ritrovati in “Come il sole arrivò da Coco” con una prospettiva più ampia in senso geografico:qui lo sguardo è sul mondo intero.

Il sole inizia un viaggio per raggiungere Coco e nello stesso momento in cui sorge, illumina luoghi e persone diverse. Il polo Nord con un’orsa e i suoi cuccioli, un peschereccio e una balena, e poi spiagge, foreste e aerei e vicoli d’oriente, steppe, deserti, catene montuose, grattacieli orientali.

Coco Istanbul e condor

Per arrivare contemporaneamente nella strada dove abita Coco e irrompere con forza attraverso la finestra della bambina che si è appena svegliata. Il sole segue Coco e il suo cane nella camera dei genitori, poi a colazione in cucina. E si ferma. A illuminare i giochi di Coco e i suoi amici nel cortile di casa.

 

Coco raggio in cortili

I dettagli delle illustrazioni sono preziosi nella narrazione. Si fanno narrazione essi stessi.

Un berretto del pescatore che vola nel cielo.

L’occhio brillante di una balena.

Una mamma in aereo addormentata vicino al suo piccolo con in mano, aperto, un libro di figure.

Coco In aereo

Un uomo che dorme sulla tavola della sua bici in un vicolo cinese.

Coco vicolo cinese con bici

Una vecchia signora che dorme in una camera che è tutto il suo mondo.

Coco anziana in camera

Padre e figlio che vanno al mercato con il carretto trainato da un asino.

E animali del mondo: panda, linci, cammelli, condor, volpi.

E città del mondo che il sole comincia ad illuminare.

Coco in camera ha un poster che altro non è che la copertina di Bottoni d’argento quasi a dimostrazione di come i due libri siano collegati.

Coco stanza con poster Bottoni

Mi piace pensare che il bambino in sala parto di Bottoni d’argento sia lo stesso che va a trovare la nonna in aereo con la madre di Coco.

Mi piace il flusso di vita che passa da un albo all’altro e il modo in cui l’umanità viene raccontata, con meraviglia, rispetto e immediatezza. Un minimo comun denominatore umano attraversa entrambi gli albi.

Un albo con uno sguardo tenero sul mondo, che restituisce speranza, nutrendo fiducia in ogni giorno che nasce e in cui ci daremo  da fare.

Bottoni d'argento primo passo Leo

 

 

 

 

Pubblicato in: classici moderni, dagli 8 anni, famiglia, fratelli e sorelle, identità

Chris Wormell, Il posto magico, Rizzoli

Wormell, Il posto magico

Conoscevo Chris Wormell come illustratore di libri divulgativi: Dinosaurium e Planetarium (per Rizzoli), e più genericamente, come illustratore di copertine per altri autori: Il libro della polvere di Philip Pulmann (per Salani) per esempio.Planetarium WormellIl libro della polvere Wormell copertina

Qui scrive e illustra una storia che ha il sapore di un classico.  Un racconto che deve molto alla tradizione fiabesca e alla moderna letteratura per l’infanzia. 

Clementine, una ragazzina, credendosi orfana (ignora perfino il suo nome), vive in una imprecisata Città Nera, con  una coppia di ignobili esseri umani: Vermilia e Rufus Grimble, da lei creduti suoi zii, che la vessano e la maltrattano.

Clem Vermilia e Rufus

Clem sbriga per loro ogni faccenda domestica: cucina, lava, rassetta, pulisce, venendo appellata, quando gli zii ne hanno bisogno, con un generico Eitù!

Ma Clem è di fatto tenuta prigioniera, non le permettono di uscire e neppure di essere vista, perché le cose non stanno come lei crede.

Il posto magico Clem in cantina

La coppia malefica è un duo di ladri e truffatori: zio Rufus,  aiutandosi con l’arte del travestimento è un abile borseggiatore, mentre zia Vermilia si serve di vestiti in cui fa scivolare ogni mercanzia e cibo. Vivono così, sulle spalle degli altri, sfruttando, vessando e picchiando la povera Clem.

Il Posto magico Vermilia ladra

 

 

Clem non è sola, c’è Gilbert uno straordinario gatto bianco con cui parla e che la tiene d’occhio.

Ha due tesori: un abbecedario con i nomi degli animali e un frammento di specchio che tiene nella stanzetta dello scantinato dove i Grimble la rinchiudono quando escono per le loro faccende, e dove pure dorme.

Il posto magico Clem e Gilbert gatto

Detta così sembra un romanzo di Charles Dickens ed in effetti la sua influenza è evidente nell’ambientazione ma Wormell conosce sicuramente Roald Dahl riuscendo a stemperare l’elemento patetico con l’umorismo.

Come non pensare agli Sporcelli?

I Grimble sono di una cattiveria senza redenzione, creano orrore ma sono anche sistematicamente messi in ridicolo dai loro pensieri e dalle loro azioni.

Anche Clementine  come Matilda, non è inerte e passiva, le proprie disgrazie non la  inducono in rassegnazione.

“Io da grande non sarò come loro, e di certo io non tratterò i bambini come fanno loro! E quando sarò grande non sarò più qui.” Proclama la nostra protagonista.

La piccola coglie al volo l’occasione di far qualcosa perché ha dubbi e speranze.

Nei suoi sogni c’è qualcosa  che alimenta la speranza: montagne alte, un ruscello d’argento, un piccolo cottage grigio con un sottile fumo azzurro che esce dal comignolo, un posto magico…

Noi lettori scopriremo in seguito che non è un sogno ma un ricordo…

Clem è stata rapita neonata da quella casa, strappata ai suoi genitori e a suo fratello maggiore, William che non si è rassegnato e la cerca da anni.

Il posto magico Will e i cani

Saranno proprio le domande di William, incontrato per strada, ad allertare i Grimble che prima si barricano in casa e poi perdono progressivamente il controllo della loro sordida vita.

La facciata ipocrita che li nascondeva viene scoperchiata e le loro malefatte diventano di pubblico dominio. Come ormai ci si aspetta, se la prendono con Clem che però riesce a scappare arrampicandosi su per li camino, schivando una Vermilia che ormai non si fa più alcuno scrupolo ad apparire per quella che è e le spara addosso.

Inizia così una fuga per i tetti della Città Nera, inseguita dai Grimble che la credono responsabile di ogni loro sventura.

Il posto magico Clem sui tetti città nera

Sembra essere arrivato il lieto fine: Clem, che vaga per i tetti della città, giunge casualmente alla mansarda dove alloggia il fratello che è un artista, e vedendo un quadro che raffigura “il suo posto magico”, finalmente lo incontra, e si rivelano per quello che sono.

Ma è solo il preludio della battaglia finale. Come nelle fiabe, la nostra bambina deve affrontare altre prove.

I Grimble la ritrovano mentre il fratello è sceso a procurarsi sapone e vestiti, e dopo averla tramortita, la mettono letteralmente in valigia, decisi a fuggire dalla città.

Alla stazione dei treni ci sarà l’ultima epica battaglia che coinvolge William e un’orda di cani, capeggiati da Mimi, un barboncino nano, da giorni sulle tracce della malvagia coppia; un cagnetto  che non aveva avuto dubbi sulla loro natura fin dall’inizio, al contrario della sua padrona, la Signora Noodle

Il posto magico Rufus Vermilia Mimi

Ora si che la storia ha il suo lieto fine con Clem e Will che tornano a casa dai propri genitori. Ma Wormell non ci mostra l’incontro.

Finalmente, dopo il bianco e nero di tutto il racconto, compare il colore, una doppia pagina in cui è disegnato tutto ciò che Clem vedeva nei suoi sogni: un cottage grigio accanto al ruscello d’argento, dal cui comignolo esce un filo di fumo azzurro, il posto magico, casa sua.

Il posto magico finale a coloriClementine una bambina che ha vissuto reclusa in una casa con imposte e finestre serrate, vive nel libro,  molte prime volte.

La prima volta che vede il cielo, riflesso in un frammento di specchio, infilato nel camino.

La prima volta che vede un raggio di sole attraverso la finestrella della soffitta.

La prima volta che vede la luna e le stelle quando si sveglia sui tetti.

Il posto magico Clem vede cielo stellato

La prima volta che viene abbracciata, dal fratello dopo essere stata riconosciuta.

Il posto magico Clem e Will si abbracciano

La prima volta che viene abbracciata dal fratello, dopo aver sconfitto i Grimble, e ricambia l’abbraccio, perché ora ha imparato cosa significa.

Il posto magico Will abbraccia Clem

 

La prima volta che vede l’erba, i fiori, gli insetti, gli uccelli…quando torna a casa.

Ogni volta la sua emozione diventa nostra, a ricordarci la bellezza della natura in un paesaggio che è stato ingrigito dall’uomo. Ché la Città Nera di cui scrive Wormell  tanto assomiglia ai quartieri popolari della Londra Vittoriana piena di smog, vapori putridi e sudiciume. Eppure anche lì, in una situazione deprivante e angosciante, la nostra protagonista rimane connessa con la speranza e la meraviglia.

Come per le bambine di Roald Dahl, anche qui la bambina attiva le sue risorse, non si arrende, combatte per la sua identità e scardina l’ipocrisia del mondo adulto che aveva accettato i Grimble come una coppia adorabile. Sono i bambini e gli animali ad aprire nuovi orizzonti con la loro sensibilità e capacità di connettersi con l’essenza delle cose e delle persone.

Questo libro permette una rinascita: quella di Clem evitando il concetto di condanna del destino così dannoso per l’infanzia.

Un’attenzione particolare è riservata alle orecchie.

Clem è convinta di avere le orecchie lunghe perché zia Vermilia gliele tira ogni volta che vuole punirla ma scopre invece essere una caratteristica di famiglia perché William suo fratello, le ha di identica forma, dando ulteriore sostanza al reciproco riconoscimento.

All’inizio del libro Rufus tira le orecchie alla moglie per fermare un accesso d’ira di lei: scopriamo così il suo punto debole, lo stesso che userà Clementine per rendere inoffensiva la zia malefica alla fine del libro, liberandosene.

Il posto magico Clem vince Vermilia

Ah vi chiederete che fine fa l’amena coppia: in prigione naturalmente!

Il posto magico Rufus e Vermilia in carcere

Una prigione che sembra la cantina dove costringevano Clem a stare.

La storia ha infatti continui rimandi iconografici: essere l’illustratore, oltre che l’autore, ha permesso a Wormell un gioco di rimandi interni che si fa apprezzare, facendo emergere l’importanza dei dettagli: come Coniglio, il piccolo animale di pezza che è stato sottratto a Clem appena rapita ma che ricompare a confortarla o ad infondere nuove energie per la ricerca a William. O un fermacarte a forma di diavoletto che viene lanciato da una parte all’altra ritmando la storia.

Il posto magico Coniglio

E grande protagonista il gatto Gilbert, nella migliore tradizione inglese: è lui che favorirà il ricongiungimento tra fratello e sorella, tessendo una tela di fusa che accorcerà la distanza, comparendo al momento giusto, pur sempre mantenendo la sua felina indipendenza. Riuscite a vederlo mentre guarda il posto magico davanti a Clem e Will che arrivano?

 

 

 

 

 

 

 

Pubblicato in: suggerimenti

Un occhio a…Natale 2019

In ordine sparso:

-Cary Fagan, La tana nell’albero, biancoenero

Cary Fagan, La tana nell'albero

-Christoph Hein, 20 cose. Tutto ciò di cui hai bisogno nella vita,  Einaudi Ragazzi

Hein 20 cose

-Chris Wormell, Il posto magico, RizzoliWormell, Il posto magico-Arnold Lobel, Gufo, è ora di dormire, Babalibri

Lobel, Gufo, è ora di dormire

-Beatrice Masini, Casapelledoca, Pelledoca

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-Tomi Ungerer, Allumette, Camelozampa

Tomi Ungerer, Allumette

-Heike Faller/ Valerio Vidali, Da zero a cento, De Agostini

Heike Faller, Da zero a cento

-Ezra Jack Keats, Peter nella neve, Terre di Mezzo

Keats, Peter nella neve.jpg

-Beatrice Alemagna, Le cose che passano, TopiPittori

Alemagna, Le cose che passano.jpg

-Alessandra Racca/Anna Castagnoli, Io, Alice e il buio buio, Emme Edizioni

Racca, Io, Alice e il buio buio.jpg

-Akiko Miyakoshi, La strada verso casa, Salani

Miyakoshi, La strada verso casa

 

Pubblicato in: albi illustrati, classici moderni, dai 3 anni, inverno, natale, natura

Astrid Lindgren, La Volpe e il Tomte, Il Gioco di Leggere

La Volpe e il TomteAstrid Lindgren ci aveva raccontato la figura del tomte: il guardiano della casa-fattoria che si prende cura degli animali e fa si che tutto vada per il meglio, nel racconto Mentre tutti dormono” (vedi blog) per le edizioni Il Gioco di Leggere.

Amo questa casa editrice che permette ai bambini ed alle bambine di conoscere  classici moderni di altri paesi.

Mauri Kunnas per esempio, la cui Trilogia del Natale (Nel mondo di Babbo Natale-Dodici regali per Babbo Natale- Babbo Natale e il tamburo magico) ha come protagonisti folletti operosi e bonari ma che fatti arrabbiare possono essere permalosi.

Ne La volpe e il tomte una volpe di nome Mickel avendo fame, decide di avventurarsi fino alla fattoria degli uomini.

La fattoria è inondata da luci: i bambini giocano attorno all’albero di Natale, ignari e felici.

La volpe oltrepassa le mucche che dormono, ignora i topi che la provocano e va dritta dalle galline, ma ecco… arriva il Tomte.

Lui sa che la volpe ha fame, ma le galline non si toccano!

Una scodella di zuppa, quella che ogni sera i bambini lasciano allo gnomo guardiano, quella la può avere.

Tomte e Volpe condividono la cena e forse stringono un patto per il futuro.

La Volpe e il Tomte

La natura e l’uomo vivono in armonia in questo racconto natalizio: c’è posto per entrambi. Tutto va per il meglio.

L’illustratrice Eva Eriksson ha aggiornato gli abiti dei bambini che giocano travestiti da Pippi Calzelunghe, Uomo Ragno, Biancaneve disneyana ma il racconto mantiene il ritmo di una storia antica, universale e magica, di buon auspicio per il tempo che verrà.

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La Volpe e il Tomte bambini 2

La Volpe e il Tomte alba

 Buon Natale!

Pubblicato in: amicizia, crescita, estate, famiglia, fratelli e sorelle, guerra, morte, narrativa 11-14 anni

Wu Ming 4, Il Piccolo Regno. Una storia d’estate, Bompiani

Il Piccolo-Regno Wu Ming

Premetto che è il primo libro di questo collettivo che leggo.

Una storia d’infanzie ambientata in Inghilterra in una imprecisata estate degli Anni Trenta.

Una campagna dove bambini e ragazzi di città passano le vacanze estive con le loro famiglie, in relativo contatto con il villaggio limitrofo.  Famiglie diverse dentro e fuori. Una routine quotidiana scandita dalla libera esplorazione e dalle regole.  E come in ogni storia che si rispetti,  succede qualcosa  che accelera gli eventi e modifica le percezioni: viene ritrovata la tomba di un antico guerriero e non sarà più possibile sottrarsi al cambiamento.

I bambini protagonisti, tre fratelli e un cugino (la voce narrante) avranno la vita cambiata da quell’estate. Qualcuno andrà avanti e qualcuno si fermerà.

Su tutti gli adulti spicca Ned,  l’unico che capisca gli abitanti del Piccolo Regno perché non ha perso la  capacità di pensare come loro  e diversamente dalla Gente Alta può immaginare cosa accadrà.

Il linguaggio che descrive persone e situazioni è preso in prestito dal fantasy, rendendo  così  l’atmosfera in bilico tra realtà e fantasia. Una scelta azzeccata.

Questa  storia  lascia vedere le storie  dietro ciascuno,  cerca di dare ragione o senso a cose cui apparentemente è difficile trovarne e rende giustizia all’immaginazione dei bambini, così piena di mistero ed eccitazione.

Un mondo salvato dai ragazzini dove gli adulti intervengono a cose fatte.

Paura, coraggio, curiosità, ammirazione, inquietudine, entusiasmo, dolore. E su vicende tanto personali fa spesso capolino la Storia, con strascichi di guerre e guizzi di lotta.

Un libro che parla anche di ciò che comporta la scelta di essere diversi.

Vi lascio a scoprire chi sono i Fabiani.

  Risultati immagini per polpo alla gola nessuno guarisce dalla propria infanzia

La quarta di copertina de “Il Piccolo Regno” me ne ha ricordata un’altra: quella di Zerocalcare in “Un polpo alla gola”.

La prospettiva sui bambini e sugli adulti da parte di due libri molto diversi, mi pare la stessa. Interessante.

Pubblicato in: crescita, famiglia, fantasy, fratelli e sorelle, identità, lutto, morte, narrativa 11-14 anni

Frances Hardinge, Una ragazza senza ricordi, Mondadori

Una ragazza senza ricordi Hardinge

Questo libro della Hardinge  è stato recuperato dalla Mondadori dopo il successo de “L’albero delle bugie”, precedentemente edito in italiano e vincitore del premio inglese Costa Book Awards.

Avevo trovato molto buono “L’albero delle bugie“, per ambientazione storica e critica sociale ma l’elemento magico presente mi aveva un po’ disturbato sembrandomi giustapposto e superfluo.

(Qui la recensione https://rosariamarracino.wordpress.com/2018/09/30/frances-hardinge-lalbero-delle-bugie-mondadori/ )

In “Una ragazza senza ricordi” la magia serve invece a sottolineare le azioni e le qualità umane, nel bene e nel male. Non spiega nulla. Non ha il compito di sciogliere la trama. Pepa l’avventura ma l’interesse del libro è nel farsi umano dei personaggi, nel mettere a fuoco  i propri errori, nel perdonarsi e perdonare. Nel cambiamento e nel ricominciare.

Questo libro è pieno di scelte desiderate e compiute.

Siamo negli anni ’20, post prima guerra mondiale, una cittadina inglese in cui spicca una famiglia in vista, i Crescent,  con una tragedia intima (Sebastian, il figlio maggiore caduto in guerra) e due figlie problematiche: Theresa-Triss un’undicenne sempre malaticcia e reduce da un incidente e Penelope-Pen una novenne stizzosa e ribelle.

Ovviamente non è come sembra.

All’apparenza le due sorelle si odiano, passano il tempo a farsi dispetti e a contendersi l’attenzione dei genitori ma l’incidente capitato a Triss, una caduta nel fiume, ha cambiato profondamente le cose tra loro. E non è capitato per caso. C’è di mezzo un  tradimento. Un rapimento. E patti segreti.

Se prima dell’incidente le ragazze si odiavano imprigionate nei ruoli che i genitori avevano cucito per loro, ora si apre una crepa…

Le due sorelle decidono di venirne a capo e di aiutarsi a vicenda.

Triss ha l’insopprimibile bisogno di capire  cos’è diventata (perché ha una fame insaziabile? perché le forbici la terrorizzano? perché lascia scie di foglie secche?perché piange lacrime di ragnatela?), sua sorella Penn decide di dare una possibilità ad entrambe.

Le ragazze scoprono l’esistenza di un altro mondo, L’Altronde, in cui vivono i Latenti, esseri fatati sempre bisognosi di un luogo in cui vivere che resti celato agli umani poco inclini ad accettarli per come sono, un po’ mostruosi, in effetti.

L’Altronde è governato dall’Architetto, un latente malvagio e potente, estremamente intelligente, che costruisce per loro ingegnose opere di nascondiglio. Ma persino lui ha bisogno d’aiuto. Ed è proprio in questo cedimento al male da parte degli uomini che si gioca il libro. Sono varie le figure che scendono a patti con lui, per debolezza o paura. E saranno le due sorelle a sciogliere quegli accordi scellerati. Con l’aiuto di Violet, una meravigliosa figura di giovane donna.

Violet la fidanzata di Sebastian, il fratello  morto in guerra ma da cinque anni ancora misteriosamente intrappolato in un luogo di eterno inverno.

Violet è quello che si dice una ragazza di carattere: cavalca una moto con sidecar, fuma, ama il jazz, frequenta locali poco frequentabili ed ha una rete di relazioni diverse e solide. Da quando è morto Sebastian, dove la ragazza si ferma l’aria comincia a gelare e arriva la neve. Anche Violet dunque ha la sua ricerca da portare a termine. E come Triss/Trista e Pen deve provare a se stessa di non essere un mostro.

I Latenti non hanno redenzione, restano un popolo dannato ma nel libro sottolineano la mostruosità che gli umani sono in grado di esprimere nelle loro scelte. E il prezzo che se ne paga.

I Crescent infatti, intrappolati nei loro modi urbani e soffocanti, pagheranno tutta la loro incapacità nell’affrontare il dolore, compiendo una serie di scelte che si riveleranno fallimentari e pericolose.

Le figure femminili del libro brillano di coraggio e determinazione tranne la madre, Celeste Crescent, donna vittima della sua stanchezza, che ha bisogno di credere di avere una figlia malata e un’altra crudele per non guardare in faccia la realtà di non aver potuto salvare Sebastian, l’amatissimo primogenito, dalla morte.

E la guerra, la prima guerra mondiale, che tanti giovani strappò alla vita, emerge più che dalla narrazione di fatti, dai dettagli della scrittura.

Ad un certo punto, in una delle tante fughe del trio, Violet lascia le due ragazzine a riposare in una rimessa per barche abbandonata in cui sono accatastate cassette marcite piene di giocattoli fatti a mano inviati dalla Germania come parte del programma di risarcimenti per aver causato la guerra.

Risarcimenti di guerra. Ci spiace che i vostri figli siano morti. Vogliate gradire in cambio dei dirigibili di latta. Poi si domandò cosa dovessero provare le famiglie tedesche che avevano perduto i loro figli ma che ancora dovevano produrre giocattoli per i bambini britannici per scusarsi.

E  poi Jack, il commilitone di Sebastian che lo ha visto morire in una trincea innevata, mai veramente “tornato”, con lo sguardo perso in ogni direzione.

E ancora Violet , dopo aver capito di essere state denunciate per soldi alla polizia da una famiglia che le ospita, dice ad una Pen  infuriata e in cerca di vendetta.

I soldi sembrano una ragione squallida solo per chi non ha mai dovuto preoccuparsene. La maggior parte della gente è costretta a pensarci da mattina a sera. I soldi non vogliono dire dolcetti e diamanti; significano poter finalmente pagare ciò che devi al padrone di casa, al panettiere e allo strozzino. Significa avere monetine per il contatore del gas, così da non dover spaccare gli scaffali di casa e bruciarli nel camino. Significa sopravvivere e tener lontano la fame almeno per un po’.”

Taccio una figura fondamentale perché la sorpresa che genera è parte della complessità e della bellezza del libro. Un Pinocchio al femminile molto british. Piena di forza e coraggio. Che tiene alla sua umanità  e lotta per mantenerla.

Rimane centrale in questo libro come nel precedente della Hardinge: lo svelamento dell’apparenza, il desiderio tutto al femminile di mettersi alla prova, di mettere a fuoco bisogni ed identità, la compassione umana per le varie declinazioni del male e la scelta che cambia le cose.

In più c’è la riflessione sulla famiglia non solo come spazio da cui emanciparsi ma anche come persone da scegliere per il futuro.

Non è una riflessione morale ma una costatazione di fatti: ad un certo punto ci si accorge che qualcuno è diventato la nostra famiglia. Qualcuno che c’è, ci capisce e ci scalda il cuore. E la vita è meravigliosa.

Una lettura per tutt* dai 12 anni in su.